PsicoPILLOLE

PER RIFLETTERE…E RIFLETTERSI

“Le cose più grandi nel mondo vengono compiute attraverso altre a cui non prestiamo attenzione, piccole cose su cui sorvoliamo e che alla fine si accumulano.” G. C. Lichtengerg, Libretto della Consolazione

“I nostri guai non vengono da ciò che non sappiamo. I nostri guai vengono dalle cose da cui sappiamo che non ci vengono guai” W. Rogers

“La vta non consiste nell’avere buone carte, ma nel saper giocare bene quelle che si hanno”. J. Billings

“Ogni abitudine rende la nostra mano più ingegnosa e meno agile il nostro ingegno”. F. Nietzsche

“Nan In, un maestro giapponese, ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen. Nan In servì il tè. Colmò la tazza del suo ospite e poi continuò a versare. Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi: -E’ ricolma, non ce n’entra più-. –Come questa tazza- disse Nan In –tu sei ricolmo delle tue opinioni e certezze. Come faccio a spegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?-. Suzuki, Mente Zen: mente del principiante.

“Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere”. M. Gandhi

“Qualsiasi cosa tu faccia sarà insignificante, ma è molto importante che tu la faccia, perchè potrai farla solo tu”. M. Gandhi

“Tutto ciò che è creduto esiste, e solamente questo”. Von Hofmansthal

“Se vuoi conoscere impara ad agire”. H. Von Foerster

“Tutte le mie domande servono a rendere certa la mia congettura. […] Si ottengono buoni risultati mettendosi sempre nei panni dell’altro e pensando a ciò che faresti se fossi stato in lui! Per far ciò occorre un po’ di fantasia, ma ne vale la pena”. A. C. Doyle, Gli aforismi di Sherlock Holmes

“Nulla è più ingannevole di un fatto ovvio”. A. C. Doyle, Gli aforismi di Sherlock Holmes

“Da tempo il mio assioma è che le piccole cose sono di gran lunga le più importanti”. A. C. Doyle, Gli aforismi di Sherlock Holmes

“Un’idea che non sia pericolosa è indegna di chiamarsi idea”. O. Wilde

“La coerenza è l’ultimo rifugio delle persone prive d’immaginazione”. O. Wilde

“Il vero mistero del mondo è ciò che si vede, e non l’invisibile”. O. Wilde

“Prima di scavare altri pozzi, scava più a fondo il tuo”. Antico detto orientale

“Sapere di non sapere e sapere di sapere. Questa è la vera conoscenza”. Confucio, colloqui

“La mappa non è il territorio! La parola non è ciò che descrive”, H. Korzybsky

“Ogni viaggio di mille miglia comincia con un piccolo spostamento”. Lao Tzu

“Nel mondo nulla è più molle e debole dell’acqua, ma per attaccare ciò che è robusto e solido, niente può superarla, perciò il molle vince il duro e il debole vince il forte”. Lao Tzu

“Ciò che ci salva ci perde…e ciò che ci perde ci salva” (A. Salvini)

“Si racconta che all’alba dei tempi la verità fosse uno specchio limpido. Un giorno, però, cadde a terra e si ruppe in tantissime schegge. Ogni uomo ne prese una e, vedendo riflessa la propria immagine nel pezzetto che teneva in mano, cominciò a credere di possedere l’intero specchio. Da quel giorno le cose andarono sempre così” (Antica parabola Sufi)

“Mentre perseguiamo l’irraggiungibile, rendiamo impossibile l’attuabile” (R. Ardrey)

“Tutto è più semplice di quanto si possa pensare e allo stesso tempo più complicato di quanto si possa capire” (J. W. Goethe)

“Se conosco solo il linguaggio dei martelli tratterò tutti come chiodi” (A. Salvini)

“Le parole sono concrete, come la vernice o l’argilla. Non sono trasparenti o secondarie. Raccontano le nostre storie. Si aprono un varco, ovunque vengano usate per influenzare ogni cosa intorno a loro con le storie che vogliono raccontare. Portano con sé un bagaglio di altri luoghi e di altri tempi. Portano in una direzione che parla della loro relazione con altre parole e altre cose” (M. Mair)

PsicoSTORIE

Tra aneddoti, immagini, metafore e piccoli e grandi racconti…una piccola e modesta proposta di psicostorie per riflettere…immaginare…cambiare punto di vista e…!

IL MILLEPIEDI E LA FORMICA

C’era un volta un millepiedi che camminava con le sue mille zampe tra le foglie d’erba di un prato. Una formica, anche lei a passeggio, lo vide, gli si avvicinò e cominciò ad osservarlo con curiosità.

Ad un certo punto si fece coraggio ed attaccò bottone: “scusa tanto millepiedi”, gli disse, “ma come fai a camminare così bene, senza inciampare né cadere mai, con tutti quei piedi che si muovono assieme?”.

Il millepiedi si fermò tutto d’un colpo e cominciò a pensarci su…su…su ed ancora…e non riuscì più a camminare senza incespicare.

LA TAZZA ZEN

“Nan In, un maestro giapponese, ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen. Nan In servì il tè. Colmò la tazza del suo ospite e poi continuò a versare. Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi: -E’ ricolma, non ce n’entra più-. –Come questa tazza- disse Nan In –tu sei ricolmo delle tue opinioni e certezze. Come faccio a spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?-.”

Suzuki, Mente Zen: mente del principiante.

LO SPECCHIO DELLE VERITA’

“Si racconta che all’alba dei tempi la verità fosse uno specchio limpido. Un giorno, però, cadde a terra e si ruppe in tantissime schegge. Ogni uomo ne prese una e, vedendo riflessa la propria immagine nel pezzetto che teneva in mano, cominciò a credere di possedere l’intero specchio. Da quel giorno le cose andarono sempre così”.

Antica parabola Sufi.

LA LEONESSA E LA VOLPE

La volpe scherniva la leonessa, rinfacciandole di non saper mai mettere al mondo più di un figlio per volta. “Si”, rispose quella, “uno solo, ma un leone”. Delle cose belle non si misura la quantità, ma il valore.

Esopo, Favole.

UNA QUESTIONE DI PROSPETTIVA

Una storia cinese narra di un vecchio contadino che possedeva un vecchio cavallo per coltivare i suoi campi. Un giorno il cavallo scappò su per le colline e ai vicini che consolavano il vecchio contadino per la sua sfortuna, questi rispondeva: “Sfortuna, fortuna, chi lo sa?”. Dopo una settimana il cavallo tornò portando con sè dalle colline una mandria di cavalli selvatici, e questa volta i vicini si congratulavano con il contadino per la sua fortuna. Ma la sua risposta fu: “Fortuna? Sfortuna? Chi lo sa?”. Poi accadde che suo figlio, mentre cercava di domare uno dei cavalli selvatici, cadde, rompendosi malamente una gamba. Tutti pensarono che si trattasse veramente di una grande sfortuna. Non il contadino, la cui unica reazione fu: “Sfortuna? Fortuna? Chi lo sa?”. Qualche settimana più tardi, l’esercito entrò nel villaggio, imponendo a tutti i giovani abili la coscrizione obbligatoria: quando videro il figlio del contadino con la sua gamba rotta lo lasciarono stare. Questa fu una fortuna? Una sfortuna? Chi lo sa?.

Antico racconto cinese

COME POLIPI E ANGUILLE

Nel profondo del mare un’anguilla e un polipo si incontrarono…e fu subito amore. Si sposarono, ma dopo poco tempo si presentarono a Nettuno chiedendogli di sciogliere il matrimonio. “Perché”, chiese nettuno. “Perché non ne posso più”, rispose l’anguilla, “non fa che afferrarmi con i suoi tentacoli”. “No, no”, ribatté il polipo, “è lei che scivola sempre via”.