Psicostorie Stampa
Tra aneddoti, immagini, metafore e piccoli e grandi racconti…una piccola e modesta proposta di psicostorie per riflettere…immaginare…cambiare punto di vista e…!

IL MILLEPIEDI E LA FORMICA

C’era un volta un millepiedi che camminava con le sue mille zampe tra le foglie d’erba di un prato. Una formica, anche lei a passeggio, lo vide, gli si avvicinò e cominciò ad osservarlo con curiosità.
Ad un certo punto si fece coraggio ed attaccò bottone: “scusa tanto millepiedi”, gli disse, “ma come fai a camminare così bene, senza inciampare né cadere mai, con tutti quei piedi che si muovono assieme?”.
Il millepiedi si fermò tutto d’un colpo e cominciò a pensarci su…su…su ed ancora…e non riuscì più a camminare senza incespicare.

LA TAZZA ZEN

Nan In, un maestro giapponese, ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen. Nan In servì il tè. Colmò la tazza del suo ospite e poi continuò a versare. Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi: -E’ ricolma, non ce n’entra più-. –Come questa tazza- disse Nan In –tu sei ricolmo delle tue opinioni e certezze. Come faccio a spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?-.”
Suzuki, Mente Zen: mente del principiante.

LO SPECCHIO DELLE VERITA'

Si racconta che all’alba dei tempi la verità fosse uno specchio limpido. Un giorno, però, cadde a terra e si ruppe in tantissime schegge. Ogni uomo ne prese una e, vedendo riflessa la propria immagine nel pezzetto che teneva in mano, cominciò a credere di possedere l’intero specchio. Da quel giorno le cose andarono sempre così”.
Antica parabola Sufi.

LA LEONESSA E LA VOLPE

La volpe scherniva la leonessa, rinfacciandole di non saper mai mettere al mondo più di un figlio per volta. “Si”, rispose quella, “uno solo, ma un leone”. Delle cose belle non si misura la quantità, ma il valore.
Esopo, Favole.

UNA QUESTIONE DI PROSPETTIVA

Una storia cinese narra di un vecchio contadino che possedeva un vecchio cavallo per coltivare i suoi campi. Un giorno il cavallo scappò su per le colline e ai vicini che consolavano il vecchio contadino per la sua sfortuna, questi rispondeva: "Sfortuna, fortuna, chi lo sa?". Dopo una settimana il cavallo tornò portando con sè dalle colline una mandria di cavalli selvatici, e questa volta i vicini si congratulavano con il contadino per la sua fortuna. Ma la sua risposta fu: "Fortuna? Sfortuna? Chi lo sa?". Poi accadde che suo figlio, mentre cercava di domare uno dei cavalli selvatici, cadde, rompendosi malamente una gamba. Tutti pensarono che si trattasse veramente di una grande sfortuna. Non il contadino, la cui unica reazione fu: "Sfortuna? Fortuna? Chi lo sa?". Qualche settimana più tardi, l'esercito entrò nel villaggio, imponendo a tutti i giovani abili la coscrizione obbligatoria: quando videro il figlio del contadino con la sua gamba rotta lo lasciarono stare. Questa fu una fortuna? Una sfortuna? Chi lo sa?.
Antico racconto cinese


COME POLIPI E ANGUILLE

Nel profondo del mare un'anguilla e un polipo si incontrarono...e fu subito amore. Si sposarono, ma dopo poco tempo si presentarono a Nettuno chiedendogli di sciogliere il matrimonio. "Perché", chiese nettuno. "Perché non ne posso più", rispose l'anguilla, "non fa che afferrarmi con i suoi tentacoli". "No, no", ribatté il polipo, "è lei che scivola sempre via".